Monthly Archives:Agosto 2019

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Visita cardiologo, quando è opportuno farla? Questa è una domanda che si pongono molte persone, ma non c’è una risposta univoca. In linea generale possiamo dire che è sempre opportuno effettuare delle visite cardiologiche di routine anche in assenza di sintomi o di patologie conclamate. Controllare il nostro cuore, infatti, è il modo migliore per prevenire l’insorgenza di disturbi che possono essere anche gravi.

Visita cardiologo, meglio prevenire

Come abbiamo detto, è sempre meglio prevenire, quindi programmare delle visite dal cardiologo anche quando si sta bene è sempre una buona abitudine, le malattie cardiovascolari sono ancora la prima causa di morte al mondo, basti pensare che sono la prima causa per il 50% dei paesi sviluppati e del 25% in quelli in via di sviluppo.

Detto questo, quali sono i segnali che possono farci preoccupare? Ce ne sono diversi, ma non è detto che si tratti necessariamente di una cosa grave, non entriamo subito nel panico e qualora si ravvisi uno di questi sintomi, contattare subito il proprio cardiologo di fiducia.

Uno dei sintomi più comuni è il dolore al torace. Se si presenta spesso, anche se in modo lieve, è bene fare ulteriori indagini. Tra i sintomi più comuni anche dispnea, capogiri, senso di affaticamento, svenimenti, dolore interscapolare, fiato corto.

Come detto non ci si deve allarmare alla prima comparsa di uno di questi sintomi, vanno però valutati anche i fattori di rischio che sono il colesterolo alto, la pressione alta, diabete, obesità, fumo, familiarità di cardiopatie.

Come si svolge la visita cardiologica

Una buona visita cardiologica consiste in un’attenta anamnesi, quindi un colloquio dove il cardiologo si informa sul paziente e sulla sua storia clinica e dei suoi familiari, oltre che sullo stile di vita e su eventuali sintomi.

La visita vera e propria, invece, consiste nell’auscultazione di cuore e polmoni. Viene poi misurata la pressione. Tra gli esami più frequenti vengono eseguiti l’elettrocardiogramma, ECG, ma anche ECG dinamico con holter pressorio, che monitora l’attività elettrica del cuore nelle 24 ore, e ancora ecocolordoppler normale o a riposo, ecografia.

Vi sono poi diversi altri test tra cui quello cardiovascolare da sforzo, eseguito con l’ausilio del cicloergometro, una specie di cyclette.

Quando i controlli sono imprescindibili?

Si consiglia di effettuare dei controlli periodici nel caso in cui vi siano cardiopatie conclamate o familiarità con esse, ma anche quando è stato eseguito un intervento al fine di correggere eventuali difetti cardiaci. Prima di intraprendere una qualsiasi attività fisica a carattere agonistico è sempre opportuno effettuare una visita cardiologica.

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il-recupero-post-traumatico-dellanziano-piu-veloce-al-centro-medico

Le cadute negli anziani possono essere il principio di una sequela di problemi. La maggior parte delle cadute avviene proprio nell’ambiente che dovrebbe essere più sicuro, a casa. Molte sembrano addirittura banali, ma nella maggior parte dei casi portano a conseguenze importanti. Agire su diversi piani, in questo caso, aiuta i pazienti a recuperare in tempi decisamente più brevi, ecco perché la scelta di un centro medico è più efficace rispetto al trattamento presso un singolo specialista.

Centro medico, perché l’anziano recupera più in fretta

Quando un anziano cade, la prima cosa che si fa è quella di portarlo a un pronto soccorso o, se non vi sono gli estremi, dal medico di base che effettuerà la visita ed eventualmente prescriverà ulteriori indagini. Si procede quindi con visita ortopedica, lastre, ecografie e così via, a seconda della parte interessata dal trauma.

Se vi sono lesioni si procede alla medicazione in caso di ferite, se vi sono fratture, strappi muscolari o slogature sarà il medico a fare le dovute valutazioni. In ogni caso, quello che molto spesso accade, è che l’anziano abbia un recupero, quando questo è possibile, molto lento.

Il problema è che ogni aspetto viene trattato singolarmente, non vi è, sovente, una buona comunicazione tra i diversi specialisti, e così il tempo di recupero si allunga. In un centro medico, invece, c’è la possibilità di trattare i diversi problemi insorti dopo la caduta contemporaneamente, o per lo meno con una costante comunicazione tra i diversi specialisti.

In questo modo il recupero, anche psicologico, può essere decisamente più rapido.

Riabilitazione fisica e psicologica

Molto spesso, una caduta importante, per un anziano significa anche un trauma psicologico. Soprattutto nella casistica, molto frequente, della rottura del femore, dove è necessario un intervento chirurgico di protesi e dove l’anziano rimane spesso allettato per diverso tempo.

In questo caso entrano in gioco anche una serie di fattori psicologici, come per esempio il fatto di non potersi muovere, magari l’utilizzo del panno, dover accettare una persona che lo lava e lo veste. Un supporto anche in tal senso è quindi auspicabile, in modo da consentire all’anziano un recupero più rapido.

Inoltre, in un centro medico, oltre alle terapie tradizionali e alla fisioterapia, è possibile affiancare a queste dei trattamenti quali l’osteopatia che possono aiutare l’anziano a recuperare molto più rapidamente. In buona sostanza è l’approccio al problema da diverse angolazioni che viene effettuato in un centro medico a favorire la ripresa più velocemente.

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osteopata-che-cosa-cura-e-quando-contattarlo

L’osteopata è un professionista che ha completato un percorso di studi di 6 anni in cui ha acquisito competenze di anatomia, fisiologia, patologia, biofisica, istologia, neurologia, biomeccanica, biochimica, embriologia, ecc., più tutte le altre materie specificamente inerenti all’osteopatia. Se poi si ha un precedente titolo sanitario allora la pratica di osteopata è anche abilitante.

Osteopata, cosa fa

L’osteopata pratica una terapia di tipo manuale e olistica, che guarda quindi alla totalità dell’individuo e non solamente al singolo disturbo. Non cura soltanto il sintomo, bensì ristabilisce l’armonia e riequilibra le eventuali tensioni che hanno cagionato il disturbo. Mediante alcune manovre, infatti, una volta individuate le aree di disfunzione, viene ristabilito il normale funzionamento dell’organismo.

Attraverso la stimolazione manuale attuata con le diverse manovre, viene indotta la capacità di autoguarigione, e quindi recupero, del corpo. Ma l’osteopatia non cura solamente disturbi che si sono già manifestati con sintomi più o meno dolorosi, bensì serve anche a prevenire l’insorgenza di disturbi.

Le manovre non sono dolorose e non devono essere confuse con normali massaggi. Ogni manovra ha una sua specificità e una sua applicazione determinata dal disturbo o dal problema.

Che cosa può curare l’osteopata

Mediante il contatto manuale l’osteopata può curare una serie di disturbi e disfunzioni dell’apparato muscolo-scheletrico e viscerale, nonché a carico dei diversi apparati.

  • Tra i disturbi dell’apparato muscolo-scheletrico si possono trattare con l’osteopatia le lombalgie, dolori vertebrali, cervicalgie, dolori costali e intercostali, dolori da artrite, ernie discali, contratture, tendiniti, iperlordosi, scoliosi, problemi posturali.
  • Per quanto riguarda i disturbi di ambito otorinolaringoiatrico, con l’osteopatia si possono curare riniti, sinusiti, problemi di deglutizione, vertigini.
  • Tra i disturbi del sistema genitale e urinario si possono trattare i dolori mestruali, l’amenorrea, le sindromi da post parto.
  • Per quanto riguarda i problemi dell’apparato digestivo, sono trattabili l’acidità gastrica, colite, ernia iatale e stipsi.
  • Inoltre, l’osteopatia risulta utile anche nel trattamento dei disturbi del sonno, di irritabilità, asma, tunnel carpale, nevralgie, ma anche per problemi circolatori.

A che età si possono iniziare i trattamenti

L’osteopata può trattare a tutte le età, dalla nascita all’età geriatrica. Ovviamente la tipologia delle manovre sarà differente a seconda dell’età, per esempio le manovre pediatriche sono molto delicate, così come quelle per le donne in gravidanza.

Una visita dall’osteopata, comunque, consente di valutare l’entità del problema e a fare una previsione generica del trattamento, a seconda del problema e della sua importanza.

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che-cosa-e-e-a-chi-serve-un-centro-medico-polispecialistico

Un tempo c’era il medico di famiglia che conosceva benissimo il suo paziente, sapeva tutto di lui e riusciva a trovare subito la causa dei suoi problemi, proprio perché aveva una conoscenza dettagliata di ogni singolo caso. Molti erano suoi pazienti fin dalla nascita, o quasi. Oggi trovare questo tipo di approccio al paziente è sempre più difficile, dato che ogni medico ha un suo ambito specifico e di solito c’è poca comunicazione tra uno specialista e l’altro, a meno che non si vada in un centro medico polispecialistico. Vediamo di cosa si tratta.

Centro medico polispecialistico: cos’è?

Un centro medico polispecialistico è un centro che applica un approccio terapeutico integrato e multidisciplinare. In altre parole permette al paziente di ottenere diverse visite in base alla necessità, che siano di prevenzione, di riabilitazione o di diagnostica, al fine di giungere in tempi decisamente più rapidi alla soluzione del problema.

Questo è possibile grazie alla collaborazione tra diversi professionisti, solitamente un team eterogeneo, altamente specializzati. Grazie a questi professionisti si può curare la salute di ciascun paziente in un unico centro, senza dover quindi creare disagi inviando i pazienti da uno studio medico all’altro.

Quali sono i vantaggi di un centro medico polifunzionale

Sempre più spesso, oggi, capita di dover prenotare una visita e di sentirsi dire che non c’è posto, oppure che servono diverse visite per avere una diagnosi e che sia possibile effettuarne solo una. Oppure si riesce a fare la visita specialistica ma poi il problema non si risolve e si deve consultare, se va bene, un altro specialista, perdendo tempo che, in molte circostanze, è prezioso.

Chi si rivolge a un centro medico polifunzionale, invece, ha a disposizione diversi specialisti che fanno parte di un team, vi è quindi eccellente comunicazione che permette di avere un quadro competo della situazione del paziente.

Minor tempo di attesa per effettuare le visite, ma soprattutto maggiori possibilità di arrivare rapidamente a una diagnosi o a una cura mirata. In questo tipo di centri il paziente viene preso in carico in un luogo conciliante e distensivo, in modo da affrontare qualsiasi tipo di percorso serenamente.

A chi è consigliato questo tipo di centro?

Tutti possono rivolgersi a un centro medico polispecialistico, ma naturalmente questa soluzione è particolarmente indicata per tutte quelle persone che vivono particolari condizioni come per esempio una condizione di disabilità, psichica o fisica, per le persone anziane, donne incinta, insomma, per tutte le categorie di pazienti che hanno necessità di maggior tutela.

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