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Riabilitazione del paziente allettato

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Sono molte le persone, soprattutto anziane, che per le più svariate motivazioni si ritrovano a dover stare a letto per un determinato periodo di tempo, magari per una frattura del femore, e da li si finisce per non riuscire a rialzarsi più. Occorre quindi fare della riabilitazione in modo da poter consentire al paziente allettato di riprendere le sue normali funzioni deambulatorie.

Riabilitazione, chi è il paziente allettato

Una persona allettata è una persona che, come abbiamo detto, per i più diversi motivi si ritrova dover stare per un certo periodo prolungato di tempo a aletto. Tale persona è costretta quindi a stare in posizione sdraiata poiché presenta deficit deambulatori, accade soprattutto in seguito a una caduta con conseguente rottura del femore.

In tali casi il paziente non riesce più ad abbandonare il letto in modo autonomo poiché presenta delle problematiche motorie che non gli permettono di deambulare, Occorre quindi un’assistenza particolare e una riabilitazione.

La fisioterapia nel paziente allettato

La fisioterapia nel paziente allettato è indispensabile per mantenere tutta una serie di funzioni. Innanzitutto la fisioterapia serve per mantenere attiva la muscolatura che, dopo un certo periodo di tempo di inattività va ad atrofizzarsi.

Recuperare il tono muscolare è quindi di grande importanza, soprattutto agli arti inferiori. La prima fase della riabilitazione consiste nel recupero della posizione seduta. In questa fase il paziente deve impegnarsi a fondo. Il paziente deve essere in grado di controllare il busto e stare seduto con le gambe fuori dal letto.

Da questa posizione si possono eseguire esercizi di respirazione, ma tale fase deve essere preceduta da una di rinforzo degli arti.

La seconda fase consiste nel recupero della posizione eretta. Bisogna cercare di verticalizzare il paziente, generalmente questo avviene con l’utilizzo di un sostegno davanti al letto, come per esempio un deambulatore.

La posizione eretta si recupera lavorando in modo costante e progressivo andando quindi a recuperare la motricità di gambe, cosce, e anche muscoli della schiena e delle braccia.

La terza fase consiste, invece, nella deambulazione assistita e autonoma. Si tratta di una fase molto impegnativa ma che da ottime soddisfazioni. Il paziente, assistito, recupera il suo passo, prima con l’aiuto dei dispositivi idonei, in seguito senza l’aiuto di ausili.

L’ultima fase è quella che prevede il recupero totale o quasi delle funzioni deambulatorie, il paziente esce di casa e recupera la sicurezza. Importante è non lasciare solo il paziente fino a che non si sentirà perfettamente sicuro.

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