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Visita cardiologo, quando e perché farla

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Visita cardiologo, quando è opportuno farla? Questa è una domanda che si pongono molte persone, ma non c’è una risposta univoca. In linea generale possiamo dire che è sempre opportuno effettuare delle visite cardiologiche di routine anche in assenza di sintomi o di patologie conclamate. Controllare il nostro cuore, infatti, è il modo migliore per prevenire l’insorgenza di disturbi che possono essere anche gravi.

Visita cardiologo, meglio prevenire

Come abbiamo detto, è sempre meglio prevenire, quindi programmare delle visite dal cardiologo anche quando si sta bene è sempre una buona abitudine, le malattie cardiovascolari sono ancora la prima causa di morte al mondo, basti pensare che sono la prima causa per il 50% dei paesi sviluppati e del 25% in quelli in via di sviluppo.

Detto questo, quali sono i segnali che possono farci preoccupare? Ce ne sono diversi, ma non è detto che si tratti necessariamente di una cosa grave, non entriamo subito nel panico e qualora si ravvisi uno di questi sintomi, contattare subito il proprio cardiologo di fiducia.

Uno dei sintomi più comuni è il dolore al torace. Se si presenta spesso, anche se in modo lieve, è bene fare ulteriori indagini. Tra i sintomi più comuni anche dispnea, capogiri, senso di affaticamento, svenimenti, dolore interscapolare, fiato corto.

Come detto non ci si deve allarmare alla prima comparsa di uno di questi sintomi, vanno però valutati anche i fattori di rischio che sono il colesterolo alto, la pressione alta, diabete, obesità, fumo, familiarità di cardiopatie.

Come si svolge la visita cardiologica

Una buona visita cardiologica consiste in un’attenta anamnesi, quindi un colloquio dove il cardiologo si informa sul paziente e sulla sua storia clinica e dei suoi familiari, oltre che sullo stile di vita e su eventuali sintomi.

La visita vera e propria, invece, consiste nell’auscultazione di cuore e polmoni. Viene poi misurata la pressione. Tra gli esami più frequenti vengono eseguiti l’elettrocardiogramma, ECG, ma anche ECG dinamico con holter pressorio, che monitora l’attività elettrica del cuore nelle 24 ore, e ancora ecocolordoppler normale o a riposo, ecografia.

Vi sono poi diversi altri test tra cui quello cardiovascolare da sforzo, eseguito con l’ausilio del cicloergometro, una specie di cyclette.

Quando i controlli sono imprescindibili?

Si consiglia di effettuare dei controlli periodici nel caso in cui vi siano cardiopatie conclamate o familiarità con esse, ma anche quando è stato eseguito un intervento al fine di correggere eventuali difetti cardiaci. Prima di intraprendere una qualsiasi attività fisica a carattere agonistico è sempre opportuno effettuare una visita cardiologica.

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